Arazzi della legalità

Terapeutica Artistica nella 2° Casa di Reclusione Bollate – MI

Vai alle opere realizzate

Comunicato Stampa per la Mostra  27 maggio 2009

ARAZZI1

Le opere sono state realizzate dalle detenute del carcere di Bollate e dalle tirocinanti del Corso di Specializzazione in Teoria e Pratica della Terapeutica Artistica, guidate dalla professoressa Tiziana Tacconi. 

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Durante l’attività di laboratorio artistico le tirocinanti e le detenute, con la realizzazione degli arazzi, hanno trasformato un luogo di detenzione in un luogo di creatività, all’interno del quale è stato possibile esprimersi e creare delle “opere condivise” con stoffe colorate, nastri di seta, fili, pennelli, colori.

Obiettivo dell’intervento è stato l’incontro tra il mondo dell’arte e quello della sofferenza di chi è privato della libertà, nella consapevolezza che la creazione a più mani di un’opera può contribuire realmente ad attenuare il disagio della detenzione e a trasmettere valori utili al recupero e alla integrazione. La condivisione della bellezza e dell’arte ha giovato a tutto il gruppo e il pregio delle opere realizzate ne è segno tangibile.

Il percorso creativo termina dunque con una mostra e con la vendita all’asta delle opere. Il ricavato andrà alla sezione femminile dell’istituto di Bollate e sarà impiegato per favorire il reinserimento lavorativo delle detenute, attraverso l’apertura di un laboratorio artigianale di oggetti in feltro.

Al termine dell’asta un arazzo sarà donato alla Regione Lombardia, nella persona dell’on. Antonella Maiolo, in segno di gratitudine per l’impegno e la vicinanza dell’ente ai problemi della detenzione e, in particolare, al carcere di Bollate. La serata sarà animata da Lella Costa, ospite d’eccezione, artista da sempre impegnata al fianco delle situazioni di sofferenza e svantaggio sociale.

Quest’iniziativa è stata resa possibile anche al prezioso ed insostituibile contributo della Polizia Penitenziaria Femminile del Carcere di Bollate, che ha aperto le porte del reparto e ha contribuito al successo del progetto e del gruppo della Terapeutica Artistica di Brera, che ha voluto portare l’arte all’interno di una prigione.

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